Chi sono
Lavoro con manager che devono far funzionare persone diverse, in momenti complessi, con risultati attesi e tempi stretti.
Coaching Federation
Un approccio
metodologico
Vengo dalla progettazione di percorsi di sviluppo per grandi organizzazioni pubbliche e private.
Lì ho imparato che un programma di leadership funziona se parte dal business, non dal modello teorico. Oggi porto quello stesso rigore nei percorsi individuali di coaching e nei programmi formativi che progetto per le organizzazioni.
Le mie aree di specializzazione sono tre: la gestione dei team multigenerazionali (cinque generazioni nello stesso ufficio, cinque linguaggi diversi), il benessere nei contesti professionali, con particolare attenzione alla nuova responsabilità dei manager rispetto alla salute mentale dei collaboratori e la costruzione di culture inclusive che non siano solo dichiarazioni di intenti.
Nel mio lavoro porto anche uno sguardo non convenzionale sulle differenze cognitive e sulla neurodiversità nei contesti professionali: non come etichetta, ma come chiave per leggere meglio persone, relazioni e organizzazioni. Una prospettiva che arricchisce ogni percorso, discretamente.
Da dove
viene questo lavoro
Per arrivare a quello che sono oggi ho affrontato un percorso fatto di scelte anche scomode, errori e tanti aggiustamenti in corsa.
Ho sperimentato sulla mia pelle cosa vuol dire essere altamente performante e sentirsi soli nella posizione raggiunta. Correre alla propria velocità, volersi dare pace, e non capire perché non ci si arriva.
Ho imparato che i leader che ottengono risultati duraturi non sono quelli che sanno di più. Sono quelli che hanno sviluppato la consapevolezza di come il loro comportamento impatta sugli altri, e hanno avuto il coraggio di cambiarlo.
È da quella esperienza diretta che nasce il mio lavoro. Non dalla teoria, ma dal sapere cosa si prova davvero quando il ruolo pesa, le relazioni si complicano e le risposte non arrivano.
Metodo
prima di tutto
Che si tratti di una sessione 1:1 o di un programma per duecento manager, quattro principi non cambiano mai.
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01
Obiettivi misurabili
Ogni percorso parte da un inquadramento preciso. Definiamo insieme cosa significa "riuscito", così a metà strada sappiamo dove siamo e alla fine sappiamo se ha funzionato.
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02
Metodo, non improvvisazione
Tecniche validate (ICF coaching model, Six Seconds per l'intelligenza emotiva, approcci esperienziali strutturati) applicate con rigore. Non "quello che mi viene al momento".
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03
Su misura, sempre
Nessun pacchetto preconfezionato. Ogni proposta nasce dall'ascolto del contesto specifico: settore, maturità del team, obiettivo di business, cultura dell'organizzazione.
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04
Discrezione e riservatezza
Quello che si dice in sessione resta in sessione. L'HR riceve progressi e insight aggregati, mai contenuti personali.
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